Il protocollo condiviso con le misure anti-contagio, 11 risposte per orientarsi: 3 – L’organizzazione degli spazi comuni

Il protocollo condiviso con le misure anti-contagio, 11 risposte per orientarsi: 3 – L’organizzazione degli spazi comuni

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Un  aspetto rilevante che sta creando non poche discussioni riguarda le modalità di gestione degli ambienti di lavoro in generale e soprattutto dei cosiddetti “spazi comuni”.  Questo in riferimento specifico alla richiesta del Protocollo che: “per tutti i lavoratori che condividono spazi comuni, sia previsto l’utilizzo di una mascherina chirurgica, come del resto normato dal DL n. 9 (art. 34) ….”.

 

Ci si chiede pertanto se anche gli ambienti di lavoro ordinari che prevedono la presenza di più persone (uffici open-space ad es) in postazioni di lavoro generalmente stabili e ben individuate siano da assimilare agli spazi comuni, con la conseguente necessità di utilizzo generalizzato della mascherina o DPI anche nel rispetto della regola del distanziamento.

 

Un aiuto nella interpretazione può essere dato dal documento INAIL “Documento tecnico  sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione”, che esplicita in un paragrafo come si dovrebbe gestire lo spazio comune, fornendone implicitamente anche la definizione:

Gestione degli spazi di lavoro (pag 12 documento Inail)

“Gli spazi di lavoro devono essere rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi. Nel caso di lavoratori che non necessitano di particolari strumenti e/o attrezzature di lavoro e che possono lavorare da soli, gli stessi potrebbero, per il periodo transitorio, essere posizionati in spazi ricavati ad
esempio da uffici inutilizzati, sale riunioni, ecc. Per gli ambienti dove operano più lavoratori contemporaneamente  (es: uffici open space) potranno essere trovate soluzioni innovative come ad esempio il  riposizionamento delle postazioni di lavoro adeguatamente distanziate tra loro e l’introduzione di barriere separatorie (pannelli in plexiglass, mobilio, ecc.).

Per gli spazi comuni, comprese le mense aziendali, i punti di ristoro e gli spogliatoi, i servizi igienici deve essere prevista una ventilazione continua degli ambienti, prevedendo
altresì una turnazione nella fruizione nonché un tempo ridotto di permanenza all’interno
degli stessi, naturalmente con adeguato distanziamento”.

 

Dalla lettura del documento Inail ne deriva la chiara distinzione tra spazi di lavoro (o meglio ambienti di lavoro) e spazi comuni, intendendo questi ultimi come le aree aziendali dove i lavoratori non svolgono stabilmente l’attività lavorativa, ma che risultano di utilizzo comune magari per un tempo limitato (mense, spogliatoi, reception, corridoi, aree sosta ecc..). In queste aree chiaramente risulta necessario indossare mascherina o analogo sistema di protezione e mantenere il distanziamento sociale. 

 

Ne deriva la conseguenza logica che, al di fuori degli spazi comuni, l’obbligo della mascherina chirurgica o DPI sussiste solo nel caso non sia possibile rispettare la distanza di 1 m tra lavoratori.

 

Per informazioni: 

Marco Zanchin     

marco.zanchin@niuko.it

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