Transizione ecologica e circolarità: esperienze e prospettive
Alle Risorgive del Bacchiglione il seminario conclusivo del progetto promosso da IPI Srl e Niuko con il cofinanziamento della Camera di Commercio di Vicenza
Venerdì 11 settembre, le Risorgive del Bacchiglione hanno ospitato il seminario conclusivo del progetto “Transizione ecologica nelle imprese per la tutela della biodiversità del territorio vicentino”, promosso da IPI Confindustria Vicenza, con il supporto operativo di Niuko e cofinanziato dalla Camera di Commercio di Vicenza. L’incontro si è svolto con il patrocinio dell’Accademia Olimpica di Vicenza.
Un incontro pensato per facilitare il dialogo e condividere le diverse esperienze delle imprese del territorio sulla transizione ecologica a ciò che le imprese stanno già facendo: intervenire sui processi, ripensare l’uso delle risorse e trovare nuove modalità per ridurre gli impatti e creare valore.
I lavori sono stati aperti dai saluti di Leonardo Fanton per ViAcqua e di Alice De Tomi, Amministratrice Delegata di Niuko. La moderazione è stata affidata a Marisa Cacciavillan, sustainability consultant di Niuko.
Dalla biodiversità alle azioni delle imprese
A introdurre il lavoro svolto nell’ambito del progetto è stata Valentina Carli, referente Area Sostenibilità di Niuko, che ha presentato le esperienze delle aziende coinvolte.
Il progetto ha permesso alle imprese di lavorare sui propri processi produttivi e organizzativi, individuando interventi per ridurre gli impatti ambientali e contribuire alla tutela della biodiversità. Un lavoro concreto, costruito a partire dalle caratteristiche e dalle esigenze delle singole realtà aziendali.
Da qui è partito il confronto con Giustino Mezzalira, forestale ed esperto ambientale vicentino, per diversi anni direttore della Direzione Ricerca di Veneto Agricoltura e oggi Presidente della Classe di Scienze e Tecnica dell’Accademia Olimpica.
La biodiversità non è un tema distante dalle attività produttive. Le imprese possono avere un ruolo nella sua tutela attraverso interventi progettati, misurabili e collegati al territorio. Mezzalira ha portato alcune esperienze sviluppate nel Vicentino e richiamato anche il tema dei cosiddetti “crediti”, che possono contribuire a documentare gli interventi di compensazione degli impatti che non è possibile eliminare agendo sui processi aziendali.
Dall’emergenza dei rifiuti all’eccellenza del riciclo
Dalla biodiversità si è passati al tema della gestione delle risorse con Armido Marana, Amministratore Delegato di Ecozema, Presidente di Biorepack, primo consorzio in Europa ad occuparsi della gestione a fine vita degli imballaggi in bioplastica compostabile certificati EN 13432 (e delle frazioni similari) conferiti nel circuito di raccolta differenziata e di riciclo della frazione organica dei rifiuti urbani (umido).
La storia della gestione dei rifiuti in Italia racconta quanto sia cambiato il modo di guardare allo scarto. Dalla crisi degli anni Novanta alla diffusione della raccolta differenziata, fino alla responsabilità estesa del produttore, il passaggio è stato anche culturale: il rifiuto ha progressivamente smesso di essere visto soltanto come qualcosa di cui liberarsi ed è diventato una possibile risorsa.
Nel caso della frazione organica, questo significa arrivare alla produzione di compost e restituire materia ai suoli. Un processo nel quale la qualità della raccolta fa la differenza: input puliti generano output puliti.
Il compost diventa così qualcosa di più di un prodotto del recupero dei rifiuti: è una risorsa per rigenerare i suoli, migliorarne la fertilità e contrastarne l’impoverimento. In un territorio esposto ai fenomeni di degrado e desertificazione, chiudere il ciclo significa anche restituire materia e valore agli ecosistemi.
Tre esperienze vicentine di economia circolare
Il seminario ha dato spazio alle testimonianze di tre imprese vicentine, diverse per settore e approccio, ma accomunate dalla capacità di trasformare esigenze ambientali e produttive in percorsi di innovazione.
Massimo Neresini, Amministratore Delegato di Sicit Group Spa, ha raccontato l’evoluzione di un’azienda nata negli anni Sessanta nel distretto conciario vicentino come stabilimento sperimentale per il trattamento dei residui della concia.
Nel corso dei decenni Sicit si è specializzata nella produzione di idrolizzati proteici destinati all’agricoltura, trasformando un residuo industriale in una risorsa per i campi. Dalla conceria all’agricoltura, l’azienda ha sviluppato una vocazione internazionale, arrivando a servire i principali player globali dei settori agrochimico e industriale con soluzioni orientate alla sostenibilità.
Un approccio che riguarda anche l’organizzazione aziendale, come dimostra la Medaglia Platinum EcoVadis.
A seguire, Mattia Pedon, Direttore Acquisti del Gruppo Pedon Spa, ha presentato il progetto “Dai legumi al packaging”, mostrando come il tema dell’alimentazione sia strettamente connesso alla prevenzione degli sprechi, sia nella fase produttiva sia nelle scelte dei consumatori.
Nel suo nuovo ruolo di Presidente della Sezione Alimentari e Bevande di Confindustria Vicenza, Pedon ha inoltre sottolineato il ruolo crescente della sostenibilità certificata per la competitività delle imprese. Innovazione, strumenti adeguati e certificazioni sono sempre più spesso anche chiavi di accesso ai mercati più selettivi.
A chiudere le testimonianze è stata Alessia Fiorentino, referente Comunicazione di Nazena Srl, realtà fondata nel 2019 con un progetto dedicato al recupero dei rifiuti tessili post-industriali e post-consumo.
Un percorso che porta “dallo scarto tessile al design sostenibile”, trasformando una materia prima destinata a diventare rifiuto in una risorsa da recuperare e valorizzare. Un esempio di come l’economia circolare possa trasformare un problema ambientale in un’opportunità di innovazione e sviluppo.
Esperienze diverse, dunque, ma una direzione comune: ripensare il modo in cui le risorse vengono utilizzate, trasformate e reimmesse nei cicli produttivi.
Dal seminario al territorio
A chiudere la giornata è stata la passeggiata guidata alle Risorgive del Bacchiglione, accompagnata da Ezio Sartore, presidente della Cooperativa Ecotopia.
Dopo il confronto in aula, il percorso nell’area naturale ha riportato l’attenzione al territorio e al patrimonio che il progetto ha scelto di mettere al centro. La giornata si è conclusa con un momento di networking tra imprese, professionisti e rappresentanti del territorio.
È anche questo il senso della transizione ecologica: non un tema separato dall’attività delle imprese, ma un percorso che mette in relazione processi produttivi, innovazione, risorse naturali e territorio.