Biodiversità e impresa: un workshop esperienziale per guardare l’ecosistema con occhi aziendali

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, le imprese vicentine si confrontano con la biodiversità 

Lo scorso 22 aprile, nella sede di Siggi Group a San Vito di Leguzzano, si è tenuto “Biodiversità per l’impresa – Workshop esperienziale”, un appuntamento promosso da Niuko in occasione della Giornata Mondiale della Terra. L’iniziativa ha riunito figure tecniche e strategiche di imprese del territorio vicentino per affrontare un tema sempre più urgente: il rapporto concreto tra attività d’impresa e biodiversità. 

Ad aprire i lavori, i saluti di Giuseppe Mobilio di Confindustria Vicenza, a cui ha fatto seguito un intervento di Silvia Marta, Presidente di Siggi Group, e di Roberta Marta, Direttrice Marketing, che hanno condiviso l’impegno dell’azienda ospitante in tema di sostenibilità – dall’apiario costruito in sede, visitato dai partecipanti al termine della mattinata, fino al sostegno a opere di solidarietà locale. 

Non teoria, ma esperienza: la natura come punto di partenza

Il cuore della mattinata è stato condotto da Camilla Speriani e Lorenzo Costanzo, consulenti e partner Niuko specializzati in formazione e consulenza sulla sostenibilità. Il loro approccio ha rovesciato la logica tradizionale della formazione: prima di parlare di dati, framework e rendicontazione, i partecipanti sono stati invitati a sentire. 

Il workshop si è aperto in modo inusuale per un contesto aziendale: non da slide o numeri, ma da un’esperienza diretta con elementi naturali. Oggetti semplici, familiari, che nelle mani dei partecipanti sono diventati strumenti di lettura organizzativa – richiamando temi come l’adattabilità, la complessità delle reti, la capacità di rigenerazione.  

Senza passare dalla teoria, il gruppo è arrivato a una consapevolezza concreta: le logiche che regolano gli ecosistemi sono le stesse che determinano la resilienza di un’impresa. 

Come ha sintetizzato Camilla Speriani, guardare alla natura come maestra significa trasferire la logica degli ecosistemi alle logiche aziendali: “Senza l’ispirazione non si può immaginare il cambiamento.” 

Il quadro globale: dati che non si possono ignorare

Dopo l’esperienza, il workshop cambia ritmo. Alle intuizioni si affiancano i dati, che confermano e amplificano quanto appena emerso. 

I numeri raccontano una tendenza netta: dal 1970 le popolazioni di vertebrati sono diminuite del 73% e quelle di specie di acqua dolce fino all’85% (WWF, Living Planet Report 2024). In Europa, l’81% degli habitat protetti è in stato sfavorevole o cattivo (EEA, 2023), mentre a livello globale si registra un calo del 68% degli insetti negli ultimi 50 anni In Europa (van Klink et al., Science, 2020). Fino a un milione di specie è oggi a rischio estinzione (IPBES, 2019). 

A questi dati si affianca un elemento chiave per il mondo produttivo: tra il 70% e il 75% delle imprese europee dipende direttamente dai servizi ecosistemici, e circa 44 trilioni di dollari del PIL globale sono legati alla natura. Allo stesso tempo, dal 1992 a oggi, il capitale prodotto dall’uomo è cresciuto del 100%, mentre il capitale naturale si è ridotto del 40%: abbiamo raddoppiato la ricchezza e dimezzato le fondamenta su cui si poggia. 

In questo contesto, il messaggio per le imprese è diretto: la biodiversità non è un tema accessorio, ma una variabile strategica. Impatta sulle filiere, sulla disponibilità di risorse, sui costi e sulla continuità operativa. Ignorarla significa esporsi a rischi crescenti; integrarla nelle scelte aziendali significa rafforzare resilienza e competitività nel medio-lungo periodo. 

Il passaggio culturale richiesto è chiaro: non è l’ambiente a dover sostenere l’economia, ma l’impresa a dover operare entro i limiti dell’ecosistema da cui dipende. 

Dalla mappatura delle dipendenze agli esercizi pratici

La seconda parte del workshop ha guidato i partecipanti in esercizi pratici di mappatura, per esplorare le dipendenze delle proprie aziende dall’ambiente naturale: dalla disponibilità di acqua e materie prime, alla regolazione del clima e dell’impollinazione, fino ai cicli dei nutrienti e ai valori legati al paesaggio.

Un approfondimento sulla filiera tessile ha poi mostrato come questo tipo di analisi, applicata a un prodotto concreto, faccia emergere connessioni e alternative che spesso restano invisibili nella gestione quotidiana. 

Un progetto concreto per le imprese vicentine

A chiudere la mattinata, il focus si sposta dalle evidenze globali alle opportunità locali. L’intervento di Valentina Carli, dell’area Sostenibilità di Niuko, porta il tema su un piano operativo, presentando il progetto “Transizione ecologica nelle imprese per la tutela della biodiversità del territorio vicentino”, promosso dalla Camera di Commercio di Vicenza. 

Il punto di partenza è chiaro: la dipendenza delle imprese dai servizi ecosistemici non è teorica, ma incide direttamente su filiere, costi e continuità operativa. Allo stesso tempo, il ripristino degli ecosistemi rappresenta anche una leva economica, con ritorni stimati tra 8 e 38 euro per ogni euro investito. 

Il progetto si inserisce in questo scenario con un obiettivo concreto: accompagnare le imprese vicentine nel tradurre la biodiversità in scelte gestionali. Non solo sensibilizzazione, ma percorsi strutturati che combinano formazione, consulenza personalizzata e affiancamento tecnico, per integrare il tema nei processi aziendali e nelle strategie di sviluppo. 

Grazie al contributo camerale, le imprese vicentine possono accedere a percorsi integrati di formazione, consulenza personalizzata e affiancamento tecnico, con un cofinanziamento fino al 40% del valore dell’attività (massimo €5.000 + IVA).  

Per informazioni sul progetto contatta: sostenibilita@niuko.it 

Alcuni scatti del workshop: