Vita da mediano in azienda: il middle management allena le soft skills

Vita da mediano in azienda: il middle management allena le soft skills

Argomento: Competenze

Contents: 

Custom text

Parafrasando una canzone famosa, è “una vita da mediano” quella di chi in azienda ricopre incarichi di responsabilità, gestisce gruppi di lavoro e deve allo stesso tempo renderne conto ai manager di livello più alto. Una vita fuori dai riflettori e con una buona dose di responsabilità da tenere sulle spalle. È a queste persone che si rivolge il percorso di formazione “I play in the middle” promosso da Niuko principalmente con modalità esperienziali, in cui lo scambio di punti di vista fra colleghi si è alternato a momenti di dialogo personalizzati con un coach. Infine è stato restituito a ciascuno dei partecipanti un profilo di intelligenza emotiva.

Hanno partecipato middle manager di piccole, medie e grandi aziende, scoprendo di avere molto in comune nonostante i contesti differenti in cui agiscono. «Il corso è stato interessante e utile – racconta Emanuele Zoppi, responsabile commerciale estero a La Meccanica di Reffo, che a Cittadella produce macchine per fare il pellet –. Nelle Pmi venete spesso si valuta solo il saper fare e non il saper gestire le persone. E invece queste soft skills, in particolar modo l’intelligenza emotiva, sono importanti in un contesto molto cambiato rispetto a trent’anni fa. Allora c’era la fidelizzazione, si entrava in azienda e se ne usciva solo alla pensione. Oggi le persone ragionano in termini di carriera, non si fanno remore a lasciare l’impresa che ha investito tempo e denaro nel formarle, alla ricerca di chimere carrieristiche».

Dalla Fischer Italia di Padova arrivano Chiara Viola e Luca Fasolo. La prima è responsabile di un team per la gestione di spedizione e ordini, che segue in particolare i grandi progetti. «Gestisco quattro collaboratori, mi coordino con i manager e mi rapporto con i clienti e con gli altri dipartimenti aziendali – racconta Viola –. Le cinque sessioni di coaching sono quelle che mi hanno aiutato di più. Spiegare a una persona esterna e riservata gli schemi del mio lavoro quotidiano mi ha restituito uno sguardo sincero e consigli importanti. Sto provando a utilizzare questi modelli per mantenere l’ambiente in ufficio più sereno».

Luca Fasolo, responsabile information technology a capo di un team di cinque persone, sta vivendo «la trasformazione da ufficio squisitamente tecnico a ufficio di project e process management – racconta –. Devo trasmettere nuovi valori, vincendo naturali resistenze al cambiamento e richiedere maggiori skill relazionali, più che tecniche, al mio gruppo. Il corso mi ha permesso di confrontare la mia storia con quella degli altri, provenienti da realtà diverse ma con esperienze per molti versi simili».

La Antonio Carraro di Campodarsego produce trattori e ha in Ermes Urioni il suo responsabile qualità. «Il mio ruolo mi costringe a vivere tra due fuochi – racconta –, per questo fatico a gestire serenamente i rapporti, a fronte di ritmi serrati e esigenze che cambiano in continuazione. Grazie al corso ho imparato ad ascoltare di più collaboratori, mantenere l’apertura mentale. Se ci riesco? È difficile, il clima che si vive in aula è diversissimo dalla fabbrica. Ci provo, raccolgo qualche risultato anche se mi capita di sbagliare. Ma ho imparato a fermarmi, farmi delle domande e cambiare rotta se serve. Ho imparato a fare autocritica, non solo in ambito professionale ma anche nella vita».

La prossima edizione del corso prenderà il via a maggio 2018. Il programma e tutti i dettagli sono disponibili a questo link.

Contattaci
per capire come possiamo aiutare te o il tuo team