Visiting tour Texa - saper immaginare e saper decidere: l’innovazione per costruire il mercato

Visiting tour Texa - saper immaginare e saper decidere: l’innovazione per costruire il mercato

Argomento: Eventi

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Ciascuno di noi, spesso senza saperlo, ha avuto a che fare con un prodotto Texa, quando nell’officina meccanica di fiducia, di qualsiasi marchio, si è trovato ad assistere, con una certa trepidazione, al collegamento tra il nostro motore e lo “stetoscopio” costituito dal sistema di diagnosi elettronica.

Dietro a questo gesto e a molti altri prodotti e servizi c'è la TEXA spa di Monastier di Treviso il cui nome è  acronimo di “Tecnologie Elettroniche X l’Automotive”: fondata nel 1992 da Bruno Vianello assieme all’amico e socio Manuele Cavalli, l’azienda è oggi tra i leader mondiali nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici multimarca, analizzatori per gas di scarico, stazioni per la manutenzione dell’aria condizionata, dispositivi per la telediagnosi, per autovetture, moto, camion, imbarcazioni e mezzi agricoli.

Il visiting tour dello scorso 16 febbraio - proposto all’interno di un progetto Niuko finanziato da Fondirigenti e che vede come capofila UniS&F – Unindustria Servizi e Formazione Treviso Pordenone – è stato occasione per mettere in luce i fattori di  competitività di un'azienda che ha scelto di investire moltissimo sulla ricerca e che ha deciso di scommettere sull’Internet of Things per lo sviluppo di prodotti intelligenti interconnessi.

 

L’ingegner Alessandro Volpato,  responsabile dell'area ricerca e sviluppo (che conta oltre 150 risorse su un totale di 500 dipendenti), in dialogo con Maurizio Scabbia,  ha delineato il business model dell’azienda, che ha abbandonato da tempo l’approccio centrato esclusivamente sul prodotto. A decretare il successo sul mercato di TEXA, anche la scelta di affiancare alla produzione di strumenti diagnostici un servizio di assistenza destinato a tutte le officine meccaniche “connesse” (oltre il 60% del totale). Grazie all’investimento nella ricerca e all’impiego della tecnologia, la “centrale operativa” allestita da Texa è in grado di “decriptare” i linguaggi dei sistemi di diagnostica dei veicoli di qualsiasi marchio, in modo da rispondere ai quesiti relativi a ogni tipo di guasto: ogni volta che sul mercato esce un nuovo modello di auto,  i ricercatori Texa subito si “mettono all’opera” per riuscire a integrare il linguaggio del suo sistema di diagnostica. Ecco che questa capacità di “gestire la conoscenza” rappresenta una leva competitiva per mantenere la leadership del mercato.

Fra i frutti dell’attività di ricerca – cui è destinato il 5,6% del fatturato – anche una “scatola nera” che fa delle auto strumenti intelligenti e sempre interconnessi, in grado ad esempio di lanciare un alert e attivare automaticamente le chiamate ai soccorsi in caso di incidente che provochi la perdita di conoscenza. Di recente è stato lanciato sul mercato anche uno strumento che rende possibile la manutenzione a distanza degli automezzi, consentendo fra l’altro all’officina meccanica di effettuare da remoto la taratura del sistema antiparticolato.

Una capacità di “guardare oltre”, come ha spiegato anche il fondatore, che non nasce per caso: l’attività di ricerca in TEXA  è sempre partita dalla scommessa di “immaginare il futuro”. Le scelte che indirizzano la ricerca non nascono dalla necessità di rispondere ai problemi dell’oggi, ma da un sistema decisionale messo a punto con l’obiettivo di “prevedere”, ma spesso anche di anticipare e scrivere in prima persona, nel ruolo attore protagonista, gli scenari dei prossimi 10 anni per il settore dell’automotive, dai cambiamenti che interverranno nella mobilità all’avvento dell’elettrico.

Ecco che, grazie all’investimento in ricerca e sviluppo, Texa è riuscita a conquistarsi uno spazio unico sul mercato, sbaragliando i competitor: nel proprio settore l’impresa di Monastier è spesso considerata come un soggetto capace di disegnare scenari nuovi. Una lezione davvero preziosa, e non solo per il settore dell’automotive.

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