Uno storytelling autentico? Nasce solo dalla capacità di ascolto

Uno storytelling autentico? Nasce solo dalla capacità di ascolto

Argomento: Competenze

Contents: 

Custom text

Essere credibili  e autentici nell’era delle fake news: una sfida con cui ci misuriamo tutti, quando ci raccontiamo e “raccontiamo” le nostre storie. Una sfida con cui si confrontano anche le aziende, comunità fatte di persone dove la storia collettiva dell’impresa si intreccia alle tante storie e microstorie personali di chi, per un’intera carriera professionale o per il tempo di una stagione, ha incrociato la sua biografia con quella dell’azienda.

 

Raccontare l’impresa “vista da dentro” è una modalità per rafforzare la comunicazione e la reputazione del proprio brand, ma è anche uno straordinario strumento al servizio dell’employer branding: la generazione Z oggi considera un elemento determinante, nella scelta del lavoro, i “valori” che si respirano davvero nelle imprese, ma anche i modelli organizzativi.

 

I canali e le opportunità per raccontare questi aspetti si moltiplicano (pensiamo ad esempio all’utilizzo delle Stories di Instagram per catturare in diretta alcuni momenti informali dentro l’azienda..) chiedendo una costante capacità di aggiornamento.

 

Ma la competenza nell’utilizzo degli strumenti non basta: quante volte assistiamo a storytelling molto rigorosi e ben curati nella scelta dei contenuti e dei linguaggi, ma che al tempo stesso risultano freddi, poco autentici, persino costruiti e retorici?

 

Quando lo scorso settembre a Maps for Future abbiamo lanciato la sfida di dar voce a 6 under 35 di altrettante aziende, lasciando loro la piena libertà di “raccontare” il loro lavoro quotidiano, ne sono uscite suggestioni davvero interessanti.

 

E proprio l’autenticità di queste storie, narrate con efficacia anche grazie alla formazione proposta, ha contribuito a “ridisegnare” l’immagine delle aziende che quei giovani talenti, per un giorno, hanno rappresentato sul palco, diventandone i testimonial più efficaci e credibili…

 

Insomma, se non è necessario essere Google o Facebook per essere in grado di “tessere” una narrazione che affascini e coinvolga perché ogni azienda ha delle storie da valorizzare, per raccontarsi in modo autentico è indispensabile un modello organizzativo che faccia emergere le passioni, i valori di fondo delle persone che la “abitano” ogni giorno. Le loro voci e le loro storie vanno ascoltate davvero ed è un lavoro che nemmeno il più brillante consulente esterno può fare da solo: serve la capacità, sia da parte di chi si occupa di hr sia di chi si occupa di comunicazione, di lavorare in modo sinergico, costruendo spazi, luoghi e tempi, anche nella vita quotidiana dell’azienda, dove queste storie possano emergere. In questo, la formazione può giocare un ruolo davvero decisivo.

 

 *Editoriale pubblicato sul settimanale online Monitor

 https://www.veneziepost.it/niuko/

Contattaci
per capire come possiamo aiutare te o il tuo team