Smart Working, la parola d’ordine è creatività

Smart Working, la parola d’ordine è creatività

Argomento: Eventi

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Come trasformare lo Smart Working in un’opportunità per migliorare il clima aziendale e al tempo stesso far crescere la produttività? I due eventi promossi da Niuko Innovation & Knowledge – nell’ambito della settimana del Lavoro Agile -  a Conselve, nella sede di Uniflair spa – Schneider Electric e a Romano d’Ezzellino, in Allnex Italy hanno proposto un confronto vivace e ricco di stimoli.

 

LE ESPERIENZE

 

Ne è emerso un quadro diversificato e composito,  così come sono di segno diverso le esperienze presentate.  Se Uniflair ha esteso questa possibilità per un giorno a settimana a tutti i dipendenti con mansioni compatibili, in Allnex, dove la cultura della flessibilità è da sempre “di casa”, è staro di recente siglato l’accordo sindacale che ha permesso di aprire a questa nuova possibilità.

 

Siav, realtà di Rubano leader nella gestione documentale, ha avviato un progetto di Smart Working che coinvolge figure di tutti i reparti. Un cambiamento che è prima di tutto un cambiamento culturale: «Il lavorare per obiettivi ed in condivisione col team – ha spiegato Elisa Masetto, hr - porta ad un coinvolgimento positivo e proattivo. Alzare il telefono anzichè scrivere mail aiuta nella comunicazione e nella collaborazione. Una comunicazione diretta ed efficace verso il basso e verso l’alto, stimola la condivisione e lo scambio continuo di informazioni che migliorano l’efficacia del lavoro di tutti i giorni. La sperimentazione ha portato risultati positivi sia per il collaboratore sia per l’azienda per quanto riguarda la produttività. Il telelavoro è molto apprezzato nel mercato e diventa una leva anche nei confronti di futuri collaboratori».

 

Dalle relazioni introduttive di  Rosita Zucaro (Università Ca’ Foscari)  e Giulia Rancan (Confindustria Vicenza), intervenute rispettivamente negli eventi di Conselve e Romano d’Ezzellino, è emerso come la normativa offra numerosi spazi di flessibilità, lasciando così ad ogni singola azienda la possibilità di modulare i luoghi, i tempi e le modalità di esecuzione. Una regolamentazione “morbida” che lascia quindi molto spazio all’iniziativa e alla creatività delle imprese , ma che porta con sé anche alcuni rischi, perché come ha spiegato il professor Paolo Gubitta, intervenuto in occasione dell’evento a Conselve, lo smart working “non è per tutti”, ma chiede da una parte aziende con modelli organizzativi evoluti e dall’altra risorse in grado di organizzare il proprio tempo e lavorare in autonomia.

 

Prezioso anche l’intervento della Regione Veneto: a  Romano d’Ezzelino l’assessore regionale Elena Donazzan e il Direttore Area Capitale Umano, cultura e programmazione comunitaria Santo Romano hanno illustrato le linee d’intervento della Regione e le politiche attivare su questo fronte.

 

E proprio a partire dalla convinzione che per applicare in modo efficace lo Smart Working ogni azienda sia chiamata a disegnare un proprio modello, entrambi gli incontri, nella seconda parte, sono stati animati dai laboratori esperienziali condotti da Fabiana Palù, consulente organizzativo e coach: momenti molto apprezzati, che hanno permesso di rendere ancor più ricco e vivace lo scambio fra gli hr presenti..

 

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