Smart working, ecco perché non torneremo più indietro

Smart working, ecco perché non torneremo più indietro

Argomento: Competenze

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E ora? Continuare con lo smart working, ridisegnandone la formula, o rientrare tutti in ufficio, riavvolgere il nastro e tornare al lavoro di prima? E’ una domanda che in queste settimane ha interpellato moltissime aziende che durante il lockdown hanno introdotto il lavoro da remoto in modo repentino.

La risposta (o le risposte) non sono più necessariamente legate solo al piano sanitario o alla necessità di contenere il contagio. La scelta di come gestire questa fase 3 ha a che fare con la scelta di quale modello si vuole percorrere, per i prossimi mesi e per gli anni a venire. Ci piacerebbe raccogliere, su questo tema, il contributo delle aziende, cui vogliamo dare voce e spazio attraverso i nostri canali informativi perché avvertiamo la voglia di “aprire la finestra” dopo il lockdown per raccogliere ispirazioni da altre esperienze: se volete raccontarci la “vostra storia” – attraverso un testo, un video, uno scatto – vi invitiamo a scriverci a marketing@niuko.it.

LA NOSTRA ESPERIENZA

Nel frattempo, sperando di non annoiarvi, ci sembra utile condividere con noi qualche tratto della nostra esperienza. Anche noi ci siamo trovati e ci troviamo di fronte alla domanda di come gestire la ripartenza. Abbiamo deciso di non affidarci a risposte immediate e scontate, ma di partire dall’ascolto dei dipendenti e collaboratori Niuko per farci raccontare da loro “come è andata” davvero, per comprendere il vissuto ma anche per fare sintesi di quanto appreso in questi mesi e riorientare la rotta per il prossimo futuro.

Vi proponiamo qualche spunto su quanto emerso: dati che abbiamo condiviso davanti a un aperitivo in terrazza – la prima volta “tutti in presenza” dopo tanto tempo - un’occasione per salutarci prima della (breve) pausa estiva e per dirci quanto in questi mesi ciascuno di noi sia cambiato; per raccontarci come eravamo e come siamo diventati.  

SI’ AL LAVORO PER OBIETTIVI

Quello di questi mesi non è stato – o almeno non lo è stato nella fase iniziale – smart working, quanto piuttosto lavoro da remoto. Eppure in questa condizione “costretta dalla necessità” molti di noi sono stati bene: l’82% si è dichiarato molto d’accordo o d’accordo con l’affermazione “lo smart working mi aiuta a bilanciare gli aspetti della mia vita privata”, il 58% pensa che il lavoro da casa aiuti a migliorare l’organizzazione del proprio lavoro, addirittura il 72% afferma di lavorare più concentrato, mentre il tema della “disconnessione” dal posto di lavoro è avvertito in qualche misura da 4 lavoratori su 10.

Ma il tempo del “lavoro da remoto” non è stato solo occasione per bilanciare meglio i tempi vita-lavoro: per l’88% ha permesso di imparare l’utilizzo di nuovi strumenti, la quasi totalità si è trovata a lavorare per obiettivi e ritiene che questo favorisca lo svolgimento del lavoro. 

Certo la nostra non è un’esperienza unica, ma ci accomuna, per con le dovute specificità, a quella di  molte delle aziende che accompagniamo ogni giorno: questo tempo difficile e stra-ordinario è stato occasione per sviluppare nuove metodologie di lavoro, nuovi strumenti di lavoro collaborativi, per imparare a lavorare per obiettivi in modo trasversale e a prendere confidenza prima con quella che, all’inizio, era una condizione di necessità e poi con quella che, adesso, è diventata un’opportunità.

UNA CRISI GENERATIVA

Anche per noi – che disegniamo e “vendiamo” progetti di formazione – questi mesi sono stati il tempo della formazione e dell’autoformazione, come strumento per nuotare in questo nuovo mare, ma anche il tempo dell’innovazione: «La crisi – spiega Marina Pezzoli, ad di Niuko - può essere generativa sotto molti punti di vista: nuovi progetti, nuove metodologie didattiche, nuove metodologie di lavoro, nuovi strumenti di lavoro, nuove figure professionali che si delineano in pochissimi giorni, nuovi luoghi di lavoro, nuovi partner ma, soprattutto, un nuovo mindset».

Fra i (tanti) frutti di questo tempo difficile ma generativo anche il progetto NOW Niuko on web: i 20 webinar proposti fra marzo e luglio hanno raccolto 1307 partecipanti.

LA NOSTRA NUOVA FOTO DI GRUPPO

Ecco che se oggi dovessimo scattare una nostra foto di gruppo ci racconteremmo «come una squadra di persone che riescono a bilanciare meglio vita lavorativa e vita privata e, pur lavorando a distanza, non si sentono particolarmente sole o staccate dalla vita dell’azienda. Riusciamo a lavorare meglio e di più per obiettivi anche grazie ad una maggiore capacità di organizzare il proprio lavoro e all’uso di nuove metodologie e tecnologie. Spesso siamo più produttivi. Riconosciamo l’apertura mentale, la capacità di adattarsi ai cambiamenti e l’acquisizione di digital skills come nostri punti forza».

E voi cosa ne pensate? Scriveteci a marketing@niuko.it

 

 

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