Smart working, dal "si può fare" al "si può fare meglio"

Smart working, dal "si può fare" al "si può fare meglio"

Argomento: Competenze

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«La prima fase, nata dall’emergenza, è stata quella del si può fare: ora è il momento del si può fare meglio. Abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare lo smart working, ora dobbiamo prenderci il tempo per raffinarlo».

Così Elena Padovan, psicologa del lavoro e consulente Niuko, sintetizza la situazione in cui si trovano oggi molte aziende che, non avendo mai attuato lo smart working hanno dovuto approntare in tempi record una forma di home working, un po’ come chi improvvisa a casa un piatto assaggiato al ristorate senza avere una ricetta.

Ecco perché il corso che proponiamo martedì 30 giugno “Salute per lo smart worker” è occasione per “riaggiustare la rotta” e riflettere su come potenziare questa esperienza “mettendo mano” alle problematiche legate all’ambito della sicurezza ma anche a quelle legate alla salute e alla sfera psicologica. Per maggiori info: https://www.niuko.it/corsi/sicurezza/salute-lo-smartworker?edition=11540

 

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Fra gli aspetti affrontati dal corso, erogato in modalità a distanza, l’inquadramento normativo, ma anche i rischi per la salute per lo smart working, le problematiche legate allo stress derivante dai cambiamenti in ambito lavorativo imposti dall’emergenza in atto e i possibili interventi di prevenzione.

Un progetto di smart working efficace, spiega ancora Padovan, è il risultato di un amalgama efficace di più ingredienti: «Servono certo delle tecnologie adeguate, sono indispensabili le competenze del lavoratore che deve saper organizzare il proprio lavoro e il proprio tempo per progetti, ma serve anche un cambio di cultura imprenditoriale».

Per ottenere questi risultati è quindi necessario lavorare su più fronti

  • Rafforzare nella leadership la cultura della delega, la capacità di guidare il lavoro a distanza, la fiducia come elemento chiave
  • Potenziare le competenze dei lavoratori: competenze digitali, ma anche soft skill come l’autorganizzazione o il problem solving
  • Investire sulla motivazione
  • Curare le relazioni

Solo tenendo insieme queste dimensioni con un progetto strutturato e partendo dall’ascolto del vissuto dei lavoratori in questi mesi di sperimentazione è possibile mettere in pista uno smart working che funziona.

Scopri le altre proposte dell’area HSE Niuko: https://www.niuko.it/hse-news

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