Project management, un manuale operativo per trasformare i progetti in un successo

Project management, un manuale operativo per trasformare i progetti in un successo

Argomento: Competenze

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Un volume di agile lettura, scritto in un linguaggio volutamente accessibile anche ai “non addetti ai lavori”, unico nel suo genere: Da GanttProject alle Soft Skills di Giovanni Bonini, edito da Aracne editrice, si differenzia dalle altre pubblicazioni in lingua italiana sul tema del project managament, perché è un vero e proprio manuale operativo, proposto anche ai “profani” della materia, che spiega come gestire un progetto e trasformarlo in un successo tramite l’utilizzo di un software gratuito in italiano.

 

Alla guida all’utilizzo del software si affiancano due casi di successo: Zordan Group, leader nell’arredamento di negozi monomarca nel settore del lusso, e Pagani, realtà nata dal sogno di creare “l’auto più bella del mondo”.

 

«L’esperienza di Zordan Group è in controtendenza: spesso le aziende italiane, in fase di recruiting, tendono a scegliere CEO e manager, ma anche middle manager e figure tecniche, fra i professionisti che hanno maturato esperienze in realtà che operano nel loro stesso settore. Zordan, invece, ha maturato la convinzione che, per crescere e imparare cose nuove, l’apporto di figure che arrivano da settori diversi può essere davvero prezioso», spiega l’ingegner Bonini, che ha maturato un’esperienza ultradecennale sul tema del project management e sta concludendo in questi giorni la direzione di un progetto all’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, dopo aver lavorato nei settori più diversi, dalla farmaceutica all’edilizia, dall’automazione industriale all’oil & gas, dalle riorganizzazioni aziendali al service management.

 

«In Italia – continua Bonini – si fa un gran parlare di project management, ma spesso a sproposito. In una battuta, si può dire che siamo un popolo di allenatori e di project manager, anche se la cultura su questo fronte purtroppo è ancora molto bassa: spesso persino concetti che dovrebbero essere considerati basilari, come ad esempio la differenza fra scorrimento libero e scorrimento totale, risultano oscuri».

 

Più in generale, secondo Bonini, nel nostro Paese facciamo i conti con una crisi che è al contempo «valoriale e delle competenze, tecniche e trasversali». Una situazione che si riflette anche nell’ambito del project management, dove spesso «ci si fregia del titolo senza possedere le competenze di gestione, pianificazione e controllo» proprie di questa materia.

 

Alla scarsa diffusione della conoscenza su questi temi corrisponde anche uno scarso orientamento al risultato. «Quali risultati hai raggiunto, quali progetti hai portato a termine nei tempi definiti? Questa dovrebbe essere la prima, scontata, domanda da rivolgere a un project manager che si intende ingaggiare. Eppure, spesso, a prevalere sono altri criteri…».

Giovanni Bonini

GIovanni Bonini
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