Mauro Bergamasco, campione e coach: «Così con il rugby alleno ad essere leader»

Mauro Bergamasco, campione e coach: «Così con il rugby alleno ad essere leader»

Argomento: Competenze

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Qualche volta l’espressione “fare esperienza sul campo” è qualcosa in più che una formula di rito. Quando un campione del rugby e un coach di grande esperienza ti convocano in un campo sportivo, per esempio, il luogo comune è lontano anni luce. E può capitare di scoprire che l’open space in cui si passa la giornata di lavoro e il prato di gioco rettangolare che si guarda il sabato alla televisione hanno molte affinità. C’è la tensione verso l’obiettivo, c’è il gioco di squadra, c’è la capacità di gestire al meglio gli imprevisti volgendoli a nostro favore e c’è la gioia di raggiungere un traguardo.

«Atteggiamento, approccio e presupposti che usiamo in campo quando ci rapportiamo con gli avversari e i compagni di squadra – afferma Mauro Bergamasco, uno dei più grandi campioni del rugby italiano, con una carriera costellata di vittorie fra cui due campionati italiani e due francesi – funzionano in modo simile a quelli che vediamo in atto nei rapporti in azienda. Nel gioco sotto pressione, ad esempio, spesso la mente pensa un’azione e il corpo ne mette in atto un’altra».

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È stato lui, insieme a Silvio Lenares, padovano anch’egli e da oltre 25 anni business coach e strategic advisor per il mondo delle imprese, l'“allenatore” di un originale percorso di formazione che Niuko Innovation & Knowledge ha proposto ad imprenditori e manager. Intitolato “Rugb(y)lding: la palla ovale per allenare la leadership strategica”, si è svolto giovedì 6 aprile a Padova presso il Centro sportivo "Memo Geremia" del Petrarca Rugby.

Dopo la sessione mattutina dedicata al gioco e agli esercizi con la palla ovale – non per soli atleti, ma adatti a chiunque possa camminare e muoversi senza particolari costrizioni –, il pomeriggio la Club House è stata la sede di una sessione in aula nella quale approfondire e confrontarsi a partire dalle esperienze vissute con la palla ovale. Non solo mens sana in corpore sano, ma un passo in più: osservare l’interazione fra la testa e i nostri arti, specie nelle situazioni che generano stress e tensione, ci può insegnare molto su noi stessi, su come reagiamo al contesto esterno e alle azioni degli altri.

«Lo abbiamo dimostrato con un semplice esercizio “due contro uno” – dice Bergamasco –: due attaccanti contro un difensore, chi ha il pallone deve valutare la distanza fra il proprio corpo e quello degli altri due giocatori, fissare negli occhi l’avversario e decidere in breve tempo quali mosse fare. Il disegno che ci si era immaginati, in una situazione di questo tipo, viene spesso smentito dalla realtà; gli esercizi servono a prenderne consapevolezza e a gestire al meglio queste situazioni».

Bergamasco si è ritirato dal rugby giocato nell’ottobre 2015 al termine della Coppa del Mondo di rugby, la quinta a cui ha partecipato con la maglia azzurra, e dal 2016 fa parte dello staff tecnico del Petrarca Rugby Junior, come responsabile della formazione degli allenatori del settore giovanile. «Il rugby è un mezzo – racconta –. Il fattore esperienziale ci aiuta a enfatizzare i meccanismi ipnotici che fanno parte delle relazioni umane e che, se non gestiti bene, possono inficiare il risultato aziendale. Le aziende, come le squadre, sono fatte di persone, e per fare andare bene un’impresa le persone devono stare bene e lavorare bene insieme». 

Quello della palla ovale, d’altronde, è lo sport per eccellenza in cui lo spirito di squadra viene prima di tutto, prima anche delle, pur sacrosante, ambizioni personali. «Io porto la mia esperienza – afferma il campione padovano –. Sul campo ho sempre dato il massimo non solo per me stesso, ma anche per gli altri, altrimenti non sarei riuscito a raggiungere gli obiettivi che ho centrato. Per far questo ci vuole un grosso impegno personale e un forte senso di responsabilità».

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