Leadership femminile in azienda: il social telling per stimolare le buone pratiche

Leadership femminile in azienda: il social telling per stimolare le buone pratiche

Argomento: Competenze

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Sette lavoratrici, con diversi ruoli aziendali e livelli di carriera, per la prima volta insieme (anche se a distanza), per condividere e mettere insieme momenti del loro vissuto professionale e provare a tracciare nuove piste sul tema della leadership femminile.

Un’esperienza nuova, una proposta fuori dagli schemi che ha coinvolto le aziende vicentine Baxi, Sicon Socomec, La Triveneta Cavi, Xylem, Gruppo Mastrotto, Spx Flow Technology Santorso, in occasione del primo intervento interaziendale previsto dal progetto L2 “Il valore della diversità di genere in azienda per ecosistemi lavorativi Smart” di Risorse in Crescita, società controllata di Niuko, finanziato attraverso i fondo POR FESR 2014/2020 (DGR 526 del 28/04/2020 Il Veneto delle donne – strumenti per la valorizzazione dei percorsi professionali e per la partecipazione al mercato del lavoro).

Sabrina Fantini, facilitatrice di relazioni collaborative, consulente e coach, ha accompagnato le partecipanti in un percorso che è stato occasione per acquisire consapevolezza su come alcune dimensioni del femminile – spesso sottovalutate in ambito professionale e considerate più proprie della sfera privata – possono invece rivelarsi molto preziose all’interno delle organizzazioni. La scelta di valorizzare la diversità di genere come un’opportunità sembra premiare le imprese che percorrono questa strada: i dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro mettono in luce una correlazione significativa fra performance aziendali e valorizzazione della diversity, anche se un po’ ovunque resta dominante la cultura aziendale che premia di più, nel riconoscimento della leadership, le dimensioni proprie del maschile.

I MODELLI “ISPIRATORI”: DA MARGHERITA HACK ALLA PIRATESSA O’MALLEY

Il percorso proposto da Fantini, basato sulla metodologia del social telling ,che fa leva sul racconto collettivo è partito dalla condivisione dei modelli femminili considerati “ispiratori” dalle partecipanti: ne è uscito un quadro molto composito, per certi versi inatteso, che tiene insieme la vocazione alla cura di Madre Teresa di Calcutta, il coraggio, la libertà di pensiero o la tenacia di tre grandi scienziate come Rita Levi Montalcini, Margherita Hack e Marie Curie, ma anche l’intraprendenza di Chiara Ferragni e lo spirito rivoluzionario della regina dei pirati irlandesi Grace O’Malley fino ad arrivare a un’amica o a una collega che non passeranno alla storia per gesta memorabili, ma che si dimostrano capaci di ispirare e lasciare il segno con la loro presenza quotidiana.

Una condivisione che è stata occasione per far emergere alcune qualità del femminile (dove per qualità del femminile si intendono dimensioni che possono essere espresse anche dagli uomini e non sono esclusive qualità di genere, seppure per questioni anche culturali sono coltivate ed espresse con più forza dalle donne).

«La narrazione – spiega Fantini - si è poi spostata sul piano delle biografie personali e professionali, mettendo in comune episodi della vita lavorativa in cui le partecipanti hanno messo in campo queste attitudini, dal coraggio di “sfidare” l’opinione di un superiore alla scelta “della cura” di fronte ad un giovane in fase di valutazione per l’assunzione su cui l’azienda, in prima battuta, sembrava non scommettere, solo per citare alcuni esempi».

LE PAROLE CHIAVE E I VALORI DA COLTIVARE

Sono quindi emerse parole chiave, che evidenziano l’importanza di valorizzare dimensioni spesso ritenute scontate ma che oggi sono sempre più rilevanti e meritano di essere coltivate e implementate:

«Coraggio e responsabilità, ascolto ed empatia – è la riflessione di Fantini – sono i valori che oggi le partecipanti hanno individuato nella loro esperienza quotidiana in azienda: la capacità di uscire dai ruoli gerarchici e sperimentare nuovi stili di relazione e modalità di lavoro, la capacità di guardare al sistema impresa attraverso una visione globale mettendo in atto un atteggiamento di cura e di attenzione alle persone».

Le quattro ore di formazione si sono così rivelate occasione per “portare a casa” alcune buone pratiche da coltivare nel proprio contesto, ma anche per sperimentare quanto sia prezioso il confronto e la narrazione condivisa per continuare a mettere in pratica i valori emersi, cercando di definire un nuovo equilibrio all’interno dell’ambiente lavorativo e con gli stili di leadership più propriamente maschili.

Dopo questo prima edizione dell'intervento dedicato alle biografie femminili è stato avviata in questi giorni una seconda edizione che coinvolge altre 8 aziende e che racconteremo nelle prossime settimane con un articolo dedicato. Il progetto prevede inoltre nei prossimi mesi altri interventi interaziendali dedicati a diversi temi formativi, per contribuire allo scambio e alla contaminazione di esperienze fra le imprese partecipanti.

 

 

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