Le imprese del Triveneto sono un target: tavola rotonda su acquisizioni e fusioni di aziende

Le imprese del Triveneto sono un target: tavola rotonda su acquisizioni e fusioni di aziende

Argomento: Eventi

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Acquisizioni e fusioni di aziende sono sempre più spesso un argomento di attualità; l’estremo interesse del mercato è documentato nei recenti articoli pubblicati sulla stampa specializzata. Nel solo Triveneto, le operazioni eseguite negli ultimi sei anni sono state circa 400 per un controvalore di oltre 18 miliardi di euro.

Queste operazioni rappresentano la risposta più efficace per soddisfare in modo rapido ed efficiente l’esigenza di innovare il proprio modello di business e, prevalentemente, si concretizzano percorrendo le seguenti strade:

  • Acquisizione di imprese con un business consolidato, soluzioni già sviluppate, posizionamento sul mercato e canali commerciali avviati; questa strada consente di accelerare il percorso di sviluppo e di mantenere il passo con l’evoluzione del mercato;
  • Vendita di Business Unit non più strategiche; in questo modo si liberano risorse economiche e finanziarie da concentrare sulle attività che presentano prospettive di sviluppo migliori;
  • Allargamento della compagine sociale a terzi mediante aumenti di capitale (anche riservati ad investitori istituzionali, quali fondi di Private Equity e/o Venture Capital); è necessario acquisire la consapevolezza che il ruolo di tali soggetti è quello di accompagnare il processo di crescita dell’impresa non solo grazie agli apporti di natura economica, ma soprattutto grazie al Know how globale che mettono a disposizione delle aziende, favorendo così lo sviluppo e la crescita internazionale.

I potenziali soggetti interessati a tali operazioni sono sia italiani che esteri e provengono sia dal mondo dell’Impresa che della finanza.

Queste operazioni non riguardano solo i grandi nomi presenti negli articoli che leggiamo, ma prevalentemente coinvolgono Aziende di medio-piccole dimensioni che suscitano maggior interesse verso le tipologie di investitori sopra descritte in quanto spesso vengono giustamente percepite come “diamanti da raffinare” e quindi con grande margine di sviluppo. Nel Veneto sono oltre 300 le imprese manifatturiere con ricavi tra 15 e 25 milioni di euro che presentano il miglior rapporto tra il profilo economico, patrimoniale, finanziario e il tasso di crescita. Considerando anche le aziende che hanno performance inferiori o rischio elevato il numero sale a circa 550.

Per massimizzare il valore dell’azienda (o della Business Unit che si intende scorporare e vendere) è auspicabile un periodo di preparazione di almeno un anno. Il percorso deve partire da un’ adeguata presentazione di tutti i dati contabili, commerciali, giuslavoristici ecc (che saranno poi oggetto di due diligence) nonché dall’individuazione dell’advisor adeguato al tipo di operazione, il quale avrà la responsabilità di coordinare tutti i professionisti coinvolti nella trattativa evitando lungaggini, errori e conseguenti perdite di denaro. Un arco temporale analogo è consigliabile anche per identificare l’azienda Target e per definirne il giusto prezzo.

Qualche anno fa, durante la crisi del credito, la sensazione percepita era l’impoverimento del tessuto industriale nazionale attraverso la svendita dei gioielli del made in Italy. Ora invece è maturata la consapevolezza che, sia per tutelare il patrimonio industriale che per ottemperare all’aspetto sociale che sempre ha contraddistinto le nostre imprese, è indispensabile far crescere le aziende per garantirne la continuità, accompagnandole anche nelle situazioni di passaggio generazionale. Il tutto salvaguardando e sviluppando l’occupazione, l’identità aziendale e quindi la sua autonomia, come nel caso che vi presenteremo in occasione della Tavola Rotonda che si terrà il  6 febbraio dalle ore 17:00 alle ore 19:00 presso Confindustria Vicenza - Raggruppamento dell'Alto Vicentino, Via Lago di Lugano, 21 Z.I. - 36015 Schio (VI).

Vi racconteremo questi passaggi attraverso la testimonianza di un imprenditore che ha vissuto in prima persona questo percorso, nella parte attiva e passiva, ora al governo dell’azienda che ha contribuito ad acquistare e a far crescere. Dalla testimonianza dell’ing. Paolo Tosti saranno evidenziati i principali passaggi dell’operazione, le potenziali criticità e le soluzioni adottate.

L’operazione è avvenuta attraverso l’intervento di un fondo di investimento mediante la procedura di “Leverage Buy In” ovvero acquisizione tramite indebitamento. Nella compagine societaria sono rimasti anche i Soci fondatori con quote minoritarie.

 

Per informazioni e iscrizioni contatta:
Alessandra Rossi - alessandra.rossi@niuko.it

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