La sfida delle competenze nel panorama di Industry 4.0

La sfida delle competenze nel panorama di Industry 4.0

Argomento: Competenze

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La formazione come elemento centrale per lo sviluppo delle imprese: una conferma significativa – corredata da indicatori davvero interessanti – arriva in questo senso da due diverse indagini.

 

Il secondo rapporto Industria 4.0 nelle PMI italiane, presentato nelle scorse settimane dal Laboratorio manifattura digitale dell’Università di Padova, indaga – in oltre 1000 imprese del Nord Italia – la diffusione delle tecnologie abilitanti, ma anche i fattori che frenano tale diffusione, ancora limitata al 19% delle aziende, nonostante gli incentivi previsti dal piano Calenda.

 

Fra le imprese che hanno adottato le tecnologie, molti sono i benefici e i vantaggi rilevati – in primis un aumento di produttività, cui non si associa alcun calo dell’occupazione – ma al primo posto fra le criticità incontrare nell’introduzione delle tecnologie 4.0 c’è proprio «la difficoltà a reperire nel mercato le competenze adeguate, indicata da un imprenditore su quattro, mentre un altro 22% lamenta una carenza di competenze interne», spiega Eleonora Di Maria, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali Marco Fanno dell’Università di Padova, co-autrice del rapporto. Per contro il 35% delle aziende che hanno adottato le tecnologie ha potenziato l’attività di formazione.

 

Dati che mettono in luce la centralità della formazione, ma anche del nodo dei “talenti”: spesso a frenare la crescita in termini tecnologici non è tanto la mancanza di risorse o la dimensione dell’azienda quando la difficoltà a reperire figure professionali in grado di utilizzarle…

 

Di grande interesse anche i dati Excelsior-Unioncamere: nel corso del 2017 il 64% delle imprese venete aveva manifestato la volontà di assumere, ma il 24% ha riscontrato difficoltà nel reperimento delle risorse, un 11% per mancanza di candidati, un 10% per la preparazione inadeguata degli stessi.

 

Unioncamere ha poi messo in luce la rilevanza crescente che stanno assumendo le soft skill: solo per fare un esempio, la flessibilità è considerata dal campione di imprese interpellate una skill fondamentale per i manager nel 79% dei casi, ma un 37% la indica come imprescindibile anche per le risorse non qualificate.

 

Vai alla presentazione dell’indagine Industria 4.0 nelle Pmi italiane

 

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