Innovazione aziendale, quattro storie per disegnare una nuova mappa

Innovazione aziendale, quattro storie per disegnare una nuova mappa

Argomento: Competenze

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Quattro storie per disegnare una nuova mappa dell’innovazione aziendale: le testimonianze che ci hanno accompagnato in occasione dell’evento del Festival Maps for Future lo scorso 25 settembre ci hanno offerto spunti e stimoli di riflessione.

 

Guarda il video dell’evento e rileggi l’articolo pubblicato dal settimanale Monitor Veneneziepost.

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Nello stabilimento vicentino di Socomec Group, realtà che propone soluzioni per il controllo e la sicurezza delle reti elettriche, la scelta di un’innovazione basata su un’architettura modulare ha consentito di disporre di “mattoncini Lego” per costruire in tempi rapidi nuovi prodotti e servizi durante l’emergenza Covid. Un modo di lavorare che ha prodotto esiti concreti, dimezzando il time to market, riducendo gli spazi necessari e generando economie di scala. Non solo: si sono ridotti i tempi di formazione dei 400 tecnici (che prima dovevano essere formati da zero ogni volta che veniva lanciato un prodotto nuovo). Grazie alla costruzione a brik l’azienda ha inoltre semplificato la manutenzione riducendo di cinque volte il tempo per la riparazione di un guasto e ha standardizzato la diversità: è possibile comporre il prodotto con i “mattoncini” principali, ma anche con una serie di accessori che possono essere combinati in modo diverso.

L’esperienza di Spinlife spinoff dell’Università di Padova, ha declinato cosa significhi oggi fare innovazione sostenibile: al manager abituato ad occuparsi di prodotti, è chiesto oggi di aprirsi alla conoscenza di nuovi mondi un tempo destinati a restare fuori dai cancelli dell’impresa, con un approccio olistico e sistemico che guarda sia al prodotto in tutto il suo ciclo di vita sia a tutte le aree ambientali…..Fra le esperienze riportate, quella della Sammontana, che si è affidata allo spin off per poter conoscere la propria “impronta ambientale” a 360 gradi e studiare insieme le direttrici di intervento: un’esperienza di open innovation che ha portato alla generazione di due innovazioni di prodotto, la modifica del packaging del famoso “barattolino” e il lancio di una linea che ha sostituito il latte vaccino con il latte ricavato da una mandorla siciliana. Ecco che l’attenzione alla sostenibilità si è tradotta anche nel “varo” di nuovi prodotti.

Tanti anche gli stimoli emersi dall’esperienza di innovazione coinvolgente con Alfa Laval, leader mondiale nelle tecnologie per lo scambio termico, separazione e movimentazione dei fluidi, in cui “la fabbrica delle idee” (che genera le innovazioni "disruptive" di medio - lungo termine) è coltivata come un piano separato dalla “fabbrica dei prodotti” (che realizza rapidamente la progettazione dei nuovi prodotti nel breve): se ci si ferma solo su quest'ultimo piano, caratterizzato dal lavoro in condizioni di stress, si ottiene solo un’innovazione incrementale. Un approccio che permette di generare risorse per la “competitività di domani”: il modello di knowledge management costruito dall’azienda consente di valorizzare anche le idee che magari non sono ancora mature per il mercato, ma che rappresentano comunque un bagaglio per il futuro.

Infine il caso Elite, produttrice di rulli per ciclisti, come esempio di innovazione che nasce dall'ascolto delle community di clienti attraverso i social e attraverso altri strumenti come l’attivazione di un servizio interno dedicato all’assistenza degli utenti finali che utilizzano i rulli o la palestra allestita all’interno dell’azienda per raccogliere i feedback dei clienti.

 

 

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