Industria 4.0, a lezione da Toyota: non solo robot, al centro ci sono le persone

Industria 4.0, a lezione da Toyota: non solo robot, al centro ci sono le persone

Argomento: Eventi

Contents: 

Youtube

Custom text

I robot non sostituiranno l’uomo ma sempre più lo supporteranno. E l’uomo imparerà a supportare, controllare e indirizzare il lavoro dei robot. Si può delineare così la fabbrica del futuro – che è già in buona parte presente – dall’osservatorio privilegiato della Toyota. Una fabbrica che sarà migliore solo se saprà puntare sulle persone. L’ha raccontata a Padova, all’aula magna del Bo piena all’inverosimile per l’incontro “Making things is making people” organizzato da Niuko Innovation & Knowledge e Considi il 17 novembre 2016, Satoshi Kuroiwa, ingegnere che nella fabbrica di auto madre del “miglioramento continuo” ha lavorato per 34 anni, prima di diventare consulente del governo giapponese e docente universitario. Toyota, rivela Kuroiwa, ritiene di essere allo stadio Industry 3.0: il punto successivo lo raggiungerà solo fra dieci anni. «Il Toyota Production System pone il cliente al centro, e ha due pilastri – spiega –: il just in time e l’autonomazione (contrazione di autonomia e automazione, ndr). È come un’orchestra che armonizza il lavoro di sistemi autonomi, con l’obiettivo di formare persone che siano capaci di portare avanti attività kaizen di miglioramento continuo. Persino nell’era del industry 4.0 non possiamo dipendere solo dalle tecnologie IT, ma dobbiamo ricordarci il valore delle persone».

Cambiamenti che vanno gestiti, e proprio di change management si occupa la consulente danese Julie Dinesen: «Il cambiamento si raggiunge per tre strade: c’è il modello “roll over” dove prima arriva la decisione, poi il cambiamento organizzativo, il risultato, e alla fine il cambiamento del comportamento; oppure il “roll out”, dove il Ceo prende le decisioni, poi coinvolge le persone, cambia il compoartamento, e alla fine si arriva al risultato; ma c’è anche il modello “roll with”: si parte dal coinvolgimento, sulla base di quello si prende una decisione, si ottiene così il cambiamento di comportamento, e si arriva ai risultati. In ogni caso, in un’impresa la cosa più importante è ascoltare e parlare con le persone, chiedere che cosa pensano dei cambiamenti proposti, ottenere dei feedback continui».

Come ha sottolineato Luca Orlando, il giornalista del Sole 24 Ore che ha moderato l’incontro, «in Italia su questi temi non partiamo da zero: è vero che abbiamo un handicap, la scarsità di aziende medio-grandi che in genere sono traino e motore degli investimenti, ma mai come ora investire conviene, visti i tassi di interesse che da noi sono più bassi della Germania e gli incentivi del governo». Proprio del Piano Industria 4.0 lanciato dal governo ha parlato Fabrizio Dughiero, Prorettore dell’Università di Padova: «Stiamo costruendo il competene center del Triveneto che mette insieme 9 università, con l’obiettivo di fornire l’hardware della ricerca alle aziende di tutta Italia». La rivoluzione 4.0 cambierà anche il volto dei distretti: «Sono nati perché trovavano il valore aggiunto nella vicinanza materiale della produzione fra le aziende – spiega Stefano Quintarelli, deputato e presidente del Comitato dell’Agenzia per l’Italia digitale –, domani dovranno trovare una nuova “vicinanza” basata sull’attività cognitiva, per esempio la gestione della mole di informazioni che robotizzazione e digitalizzazione producono».

Youtube

Youtube

Adding existing node

Adding existing node

Allegati

  • Rassegna Stampa evento Niuko Industry 4.0

Contattaci
per capire come possiamo aiutare te o il tuo team