Il padre del microchip Federico Faggin al Mese della Formazione per "Dobbiamo tutto agli hippie"

Il padre del microchip Federico Faggin al Mese della Formazione per "Dobbiamo tutto agli hippie"

Argomento: Eventi

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«Ho imparato molte cose nuove guardando questo lavoro... quando uno è dentro, non ha la visione a 360... come può avere uno che guarda successivamente e vede connessioni che io certamente non avevo visto...»

Non capita spesso che a elogiare uno spettacolo teatrale sul palco salga una figura leggendaria dell’innovazione mondiale. È successo la sera di giovedì 26 ottobre al Teatro comunale di Vicenza, con Federico Faggin, tra i padri del microchip, inventore della tecnologia touch, al termine della prima nazionale di “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy”, spettacolo conclusivo di Ottobre Mese della Formazione 2017, coprodotto da Niuko e Interlogica, scritto e interpretato da Roberto Bonzio per la regia di Alessio Mazzolotti.

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Lo spettacolo ha tracciato un filo rosso tra la stagione della controcultura californiana e lo sviluppo delle tecnologie che hanno rivoluzionato la nostra vita, è una lunga carrellata fra figure eccentriche e visionarie e si conclude proprio con i ritratti di alcuni grandi  innovatori italiani, da  Ettore Sottsass ad Adriano Olivetti a Maria Montessori.

E proprio a Federico Faggin, vicentino d’origine trapiantato dagli anni Sessanta in California, che dopo storiche invenzioni è impegnato oggi in una battaglia ideale, per contestare l’idea diffusa in Silicon Valley che le macchine diventeranno presto più intelligenti degli esseri umani, è dedicata la chiusura dello spettacolo, proposto in una formula multimediale con grafica digitale e animazioni sullo schermo, la musica selezionata dal vivo sul palco dal dj e musicista Luca Presence Carini.

«Collegare Hippie e New Economy può sembrare un’idea bizzarra a chi non conosce le radici culturali di Silicon Valley – spiega Roberto Bonzio, che da anni con il progetto Italiani di Frontiera lavora sul ponte con la culla mondiale dell’innovazione – in realtà questo spettacolo attraverso storie e aneddoti invita a riflettere su come siano i visionari capaci di sogni all’apparenza impossibili i veri protagonisti dell’innovazione. Storie e intrecci fra questi personaggi di ieri oggi più che mai sono preziose per chi deve immaginare il futuro». 

«Per Niuko – sottolinea l’ad Marina Pezzoli – coprodurre questo spettacolo è un altro modo di occuparsi di cambiamento, crescita e dunque formazione. Tutto ciò che ci circonda contiene il germe del cambiamento e noi abbiamo il dovere, oltre che l’ambizione, di parlarne. La prospettiva storica ci aiuta inoltre a comprendere fenomeni che spesso appaiono solo il frutto di una necessità di cambiamento cogente ma che in realtà aprono le porte al futuro in direzioni inaspettate. Da tempo ormai Niuko sente di avere anche un ruolo sociale nelle attività che propone e realizza ma, soprattutto, è consapevole che oggi i luoghi, i modi ed i tempi dell'apprendimento devono avere nuove forme».

Realizzato con concept visivo, grafica e animazioni digitali di Roberta Gaito e Roberta Pirrera,Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy” è stato coprodotto da Niuko e Interlogica.

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