Il nuovo Protocollo anticontagio - La sorveglianza sanitaria

Il nuovo Protocollo anticontagio - La sorveglianza sanitaria

Argomento: Competenze

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Con l’aggiornamento del Protocollo sono state integrate le disposizioni sulla sorveglianza sanitaria con le più recenti conoscenze scientifiche sul contagio.

Ad esempio, nel concetto di contatto stretto, si fa espresso riferimento alla circolare del Ministero della salute del 29 maggio 2020 e si richiama l’esigenza che – al fine di rendere efficace il tracciamento secondo le peculiarità organizzative aziendali - la relativa identificazione avvenga tenendo conto delle misure di prevenzione e protezione individuate ed effettivamente attuate in azienda.

Importante il chiarimento in tema di riammissione al lavoro.  Adesso il Protocollo prevede espressamente che la visita al rientro è prevista “per il reintegro progressivo dei lavoratori già risultati positivi al tampone con ricovero ospedaliero”.

Pertanto la visita al rientro è prevista solamente in caso di pregressa ospedalizzazione, ed appare, quindi, limitata rispetto alla portata generale che ispirava la originaria previsione del Protocollo.  Il chiarimento sembra sollevare l’azienda da un onere di accertamento nelle ipotesi presumibilmente “minori” (asintomatici, assenza di gravità, assenza di ricovero ospedaliero),  ma introduce nel contempo questioni afferenti alla privacy (il datore di lavoro può non sapere se la persona è stata ospedalizzata).

A tale ultimo proposito segnaliamo che il Ministero della Salute ha confermato la necessità di fornire una lettura aggiornata, anche con l’ausilio del CTS, dei passaggi più strettamente legati ad aspetti di ordine sanitario, con riferimento per esempio alla condizione giuridica del lavoratore ancora positivo dopo i 21 giorni.

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