Green Road, l'unica strada che porta al futuro

Green Road, l'unica strada che porta al futuro

Argomento: Competenze

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Tra le imprese che hanno investito sulla sostenibilità, il 16% è riuscito ad aumentare il proprio fatturato durante la pandemia, contro il 9% delle altre imprese: i dati della recente indagine di Symbola e Unioncamere mostrano come le aziende “green” si stiano dimostrando più resilienti.

Un’ulteriore conferma di come l’investimento della sostenibilità sia davvero conveniente e porti un ritorno in termini di produttività, soprattutto quando viene inteso come un asset strategico e non come un’etichetta da esibire: questo il messaggio di fondo emerso da più parti in occasione dell’ultima tappa di Maps for Future “Green road: la strada della sostenibilità che premia le aziende e il territorio”, che giovedì 29 aprile ha messo a confronto la voce di esperti e testimonial aziendali significativi.

Di grande interesse i dati di un’indagine della Harvard Business University presentati da Federico Fioretto, ad di Exsulting che evidenziano come le aziende che investono sulla sostenibilità mosse da ragioni di marketing non ci guadagnano nulla, nel caso di una sostenibilità “ideologica” (spinta da motivazioni “etiche” ma non agganciata al business), il ritorno è del 2%, mentre quando la sostenibilità è davvero integrata il ritorno è di tre volte tanto.

 

LE ESPERIENZE

Le storie presentate dalle aziende hanno messo a confronto modelli diversi.

Ricco di stimoli l’intervento di Armido Marana, general manager di Ecozema, fra le realtà “pioniere” dell’economia circolare nel nostro Paese: nel 2000 la scommessa vinta di trasformare radicalmente il modello di business, che ha portato un’azienda in crisi a far crescere di sei volte il proprio fatturato.

 

Guarda il video che propone l’esperienza di Ecozema:

Youtube

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Per Bedin Galvanica la vicinanza a un’oasi del WWF anziché essere vissuta come un limite ha rappresentato l’opportunità e lo stimolo per spingere al massimo l’investimento nella sostenibilità e per realizzare quello cui molti guardano quasi come a un piccolo “miracolo”, ovvero la felice convivenza fra un’azienda galvanica – settore tradizionalmente considerato inquinante – e un’oasi protetta. Il risparmio – anche in termini di bilancio – è molto significativo: solo per fare un esempio fra i tanti citati da Stefania Bedin, l’utilizzo di un circuito chiuso per la depurazione dell’acqua consente di non “sprecare” 400 mila litri al giorno.

Forte e integrato nel business anche l’investimento di Gruppo Beltrame, che valorizza i rottami ferrosi, mentre Diesel ha avviato nel 2019 un percorso  – identificato con il brand Diesel for responsable living – che all’innovazione dei processi associa un forte intervento di formazione e sensibilizzazione della popolazione aziendale.

 

LE NUOVE OPPORTUNITA’ DI FINANZIAMENTO

Sul tema della sostenibilità Confindustria Vicenza in collaborazione con Niuko ha presentato un articolato progetto di accompagnamento delle aziende, in fase di valutazione da parte della Camera di Commercio di Vicenza, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza su questo tema, fornire strumenti innovativi per misurare la sostenibilità integrata, sviluppare percorsi operativi di sostenibilità nelle aziende.

Non solo: nuove importanti opportunità di finanziamento - anche su questo tema - derivano dall’avviso 1/2021 Fondirigenti e dal nuovo bando Regionale a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2014-2020, pubblicati nei giorni scorsi.

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