Dal concerto di Vasco a Modena Park alla quotidianità in azienda: il consulente svela i segreti per gestire i piani di emergenza

Dal concerto di Vasco a Modena Park alla quotidianità in azienda: il consulente svela i segreti per gestire i piani di emergenza

Argomento: Competenze

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Un compito da far tremare le vene dei polsi: gestire il piano sicurezza del concerto di Vasco Rossi al Parco Ferrari di Modena del 1° luglio 2017. Con circa 220mila spettatori paganti in un’unica serata, è stato il più grande live a pagamento della storia, un evento già entrato nel Guinness dei primati. Antonio Zuliani è il professionista scelto dall’organizzazione per fornire una consulenza nella stesura del piano di emergenza per il maxi evento gestito da uno staff di 5mila persone.

Psicologo e psicoterapeuta, da vent’anni ha scelto di occuparsi dell’applicazione della psicologia nei campi della sicurezza e dell’emergenza. Un pioniere in Italia in questo campo: «Nel 1997, in occasione del terremoto che colpì l’Umbria, cominciai ad occuparmi di interventi nei disastri, inizialmente con l’ANA, l’Associazione Nazionale Alpini – racconta Zuliani –. Con pochi altri colleghi prestavo assistenza psicologica ai terremotati, oggi sono il Referente Tecnico nazionale del Servizio Psicosociale per la Croce Rossa Italiana».

Tutto nasceva da una domanda: «Perché intervenire sempre quando i fatti sono già avvenuti e non invece fare prevenzione?». Per trovare una risposta, Zuliani ha lasciato l’attività clinica e ha cominciato ad offrire consulenza ad aziende e organizzazioni sui piani di emergenza, sulla base dello studio psicologico dei comportamenti umani, in particolare quelli delle folle. Un’attività che svolge anche in qualità di docente per Niuko Innovation & Knowledge.

La chiamata per il colossale evento del Modena Park non lo ha trovato impreparato. «Mi hanno chiesto di dare dei suggerimenti in caso di sbandamento della folla, per evitare situazioni simili agli incidenti di piazza San Carlo a Torino durante la finale di Champions League – spiega lo psicologo –. La folla risente delle condizioni sociali, economiche e politiche del momento, perciò rischi di questo tipo non vanno sottovalutati. Uno degli accorgimenti è stata la scelta di indicare le cinque uscite di sicurezza dall’area con degli striscioni giganti e molto visibili, illuminati in modo autonomo, con fari appositi, perché le persone in caso di emergenza vanno verso la luce e non hanno il tempo di pensare».

In azienda come in un grande evento, la strategia è simile. «Bisogna fare in modo che non ci sia una separazione tra il modello mentale che le persone usano nella normalità e quello adottato in emergenza». Ma conta anche la leadership. Se a Modena è andato tutto liscio, molto del merito è dello stesso Vasco. «Ha insistito, sia sui social network sia dal palco, su un concetto: siamo qui per una festa, per divertirci – dice Zuliani –. Che è come dire: non fate sciocchezze. Tanti fan quella sera mi dicevano: ce l’ha chiesto il comandante, e se ce lo dice lui…». 

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