Coronavirus e aziende, la project economy per far fronte all’incertezza

Coronavirus e aziende, la project economy per far fronte all’incertezza

Argomento: Competenze

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«È impossibile pianificare qualsiasi cosa». Una considerazione che in questi giorni, segnati da una profonda incertezza e da un forte spaesamento, si sente spesso, anche all’interno delle aziende: progetti saltati e rinviati a “data da destinarsi”, l’orizzonte della crisi sanitaria ancora avvolto nella nebbia, con l’impossibilità di sapere, ad oggi, quando l’emergenza sarà finita. Che fare?

Luisa Artuso, consulente Niuko, Project Management Professional (PMP) e docente di master presso l’Università di Padova, è esperta nella gestione di progetti complessi.

«Innanzitutto – spiega Artuso – bisogna tenere a mente che pianificare è sempre possibile anche in condizioni difficili come quelle che stiamo vivendo. L’estrema incertezza, esterna e interna alle aziende, si riduce proprio attraverso una pianificazione agile, che si costruisce ma mano che le informazioni vengono raccolte e strutturate». Per far questo servono ovviamente strumenti nuovi e la formazione può giocare un ruolo decisivo.

IL VIRUS E LA GESTIONE DEL RISCHIO

Lo scenario del tutto imprevisto cui ci siamo trovati di fronte – improvvisamente – a partire dallo scorso febbraio interroga anche il tema del risk management: «La gestione del rischio e del cambiamento richiede l’analisi di un contesto modificato in cui portatori di interesse (stakeholder) tra i quali, per esempio, enti governativi e della pubblica amministrazione, a livello nazionale e locale, famiglie, strutture ospedaliere, sindacati, che chiedono azioni rapide... Inoltre, è necessario identificare nuovi vincoli, assunti e rischi derivati».

Che fare? «La gestione aziendale andrebbe ancor più ricondotta, consapevolmente, ai principi della project economy, in cui, per definizione, le iniziative aziendali sono strutturate per progetto (quindi di natura temporanea) comportano l’identificazione chiara di ambito e obiettivi misurabili e sono gestite in gruppo da un team lead sulla base di chiare competenze e ruoli. Un passaggio indispensabile per integrare le esigenze derivate dall’emergenza Codiv-19 in una nuova cornice, prevede l’attuazione di investimenti pubblici, per esempio, nella sanità e nelle strutture di rete/telecomunicazioni. Le aziende dovranno tuttavia fare la loro parte, mettendo al centro una struttura che favorisca il lavoro per progetti, un’adeguata analisi dei dati, la valorizzazione o l’acquisizione di competenze progettuali (project management) e digitali, la raccolta e l’analisi di ciò che si è appreso dall’esperienza vissuta, al fine di definire chiare azioni di adeguamento delle risorse aziendali, culturali, umane e materiali. Tutto ciò, per un’efficace gestione delle emergenze future, certo, ma anche per il miglioramento continuo, nonostante tutto».

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