Competenze trasversali, fattore di competitività per gli universitari che guardano all’impresa

Competenze trasversali, fattore di competitività per gli universitari che guardano all’impresa

Argomento: Competenze

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Conoscere e affinare le competenze trasversali è una carta vincente da giocare nel curriculum di un neolaureato. A volte infatti non basta una eccellente preparazione accademica per spiccare sul lavoro, ma è necessario saper lavorare in gruppo, prendere decisioni, gestire bene il tempo. Qualità al centro del percorso Soft skills in action organizzato a Padova e a Vicenza da Niuko in collaborazione con Collegio Mazza, Confindustria Padova, Confindustria Vicenza e Fondazione Studi Universitari di Vicenza. Il 31 gennaio si è concluso il percorso padovano, mentre quello vicentino terminerà a marzo.

In 30 ore formatori e docenti provenienti dal mondo dell’impresa e delle professioni hanno guidato i 60 partecipanti di ciascun corso utilizzando la metodologia formativa esperienziale: attraverso la pratica diretta seguita da un’attenta riflessione sull’esperienza stessa gli studenti hanno sviluppato competenze personali come la gestione del tempo, relazionali come la capacità comunicativa, cognitive come la risoluzione di problemi, organizzative come la pianificazione del lavoro.

Grande entusiasmo è stato espresso dai partecipanti padovani, come Alice Vitali, studentessa del corso di laurea in Comunicazione: «Mi ha incuriosito la metodologia dell’apprendimento esperienziale. È stato molto significativo il lavoro a posteriori, quando commentando l’attività svolta il gruppo ha apprezzato il mio atteggiamento propositivo: nessuno me l’aveva fatto notare prima, adesso so che potrò continuare a lavorarci. La cosa importante è lasciarsi coinvolgere e imparare a esporsi», osserva.

Nastassja Spitoni, del corso di Psicologia sociale, del lavoro e della comunicazione, spera di mantenere i contatti creati: «La competenza più importante – spiega – è la comunicazione: senza non è possibile raggiungere l’obiettivo. Questo corso ha soddisfatto le mie aspettative dal punto di vista formativo, ma le ha superate per i rapporti umani. La parte più difficile è stata usare competenze tecniche che io non avevo, ma con l’aiuto dei miei compagni abbiamo raggiunto un buon risultato. L’importate è mettersi in discussione».

Ismaele Paoli, che studia Business administration, si era già trovato a fare i conti con le competenze trasversali durante uno stage in azienda: «L’aspetto positivo di Soft Skills in action – racconta – è stato trovarci fuori dalla nostra zona di comfort, in un ambiente che non conoscevamo con pochi incontri a disposizione. La comunicazione è stata fondamentale, e penso mi tornerà utile all’università nei rapporti con professori e compagni. Imparare a distinguere un leader buono da uno cattivo sarà invece importante in un futuro contesto lavorativo».

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