Celme, la formazione per accompagnare la ridefinizione del modello di business

Celme, la formazione per accompagnare la ridefinizione del modello di business

Argomento: Competenze

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Negli ultimi 5 anni la Celme di Montebello Vicentino (Vicenza), azienda familiare fondata 56 anni fa, ha ridisegnato il proprio modello di business: la produzione “tradizionale” – trasformatori elettrici ad olio “in serie” - era minacciata dalla concorrenza di prodotti realizzati in Cina o in altri Paesi con un basso costo del lavoro. Da qui la scelta di “virare” verso una produzione di trasformatori di nicchia, customizzata e di alta qualità, destinata per 80% al mercato estero. Un cambiamento che ha consentito all’azienda di avere più strumenti per affrontare il lockdown: «Gli ordini non si sono mai completamente fermati perché, esportando in aree geografiche molto diverse, di volta in volta abbiamo lavorato con quei mercati che mostravano segni di ripresa, riprogrammando la gestione degli ordinativi», spiega il direttore generale Daniele Pasquetto.

 

Guarda il video di presentazione dell’azienda:

Youtube

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IL PROGETTO

Una transizione ancora in atto accompagnata e sostenuta da un forte investimento nel reskilling del personale e nel ridisegno dei flussi produttivi. L’ultimo importante passo di questo percorso è stato rappresentato da un progetto realizzato con Risorse in Crescita – Niuko Innovation & Knowledge e finanziato attraverso dalla Regione Veneto attraverso i fondi POR FSE 2014-2020 (DGR 1311 del 10/09/18 – Protagonisti del cambiamento).

Il percorso di formazione ha coinvolto in modo trasversali alcune figure chiave dell’azienda (il direttore generale, il responsabile operations, il responsabile tecnico, una figura dell’amministrazione, due capi reparto…) con l’obiettivo di lavorare insieme al ridisegno organizzativo dei processi in ottica digital.

Ecco un paio di scatti relativi alle attività realizzate in presenza nella fase pre-lockdown.

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Tre gli interventi, per un totale di 128 ore, dedicati rispettivamente alla digitalizzazione dei processi, ai metodi e strumenti per la gestione della produzione, ai dati e controllo delle performance. Un percorso realizzato attraverso un approccio learning by doing: «Siamo stati chiamati costantemente a confrontarci e a interrogarci assieme ai formatori, step by step – spiega Pasquetto - su quali strumenti mettere in campo per migliorare il processo produttivo, testando poi sul campo le soluzioni. Un lavoro trasversale che ha prodotto esiti concreti in tempi brevi, faccio solo alcuni esempi: lo spostamento “a costo zero” della postazione di lavoro di alcuni addetti in produzione ha migliorato la gestione dei flussi, mentre l’analisi dei KPI sulle performance ci ha permesso di rilevare che i “colli di bottiglia” erano in aree differenti rispetto a quelle che ipotizzavamo e siamo così intervenuti scegliendo di dirottare in quelle aree le due nuove risorse che abbiamo assunto quest’anno…».

 

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