Big Data, riflettori puntati sulle applicazioni concrete

Big Data, riflettori puntati sulle applicazioni concrete

Argomento: Eventi

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In che modo i big data possono contribuire a trasformare e far evolvere prodotti e processi produttivi? Questo l’interrogativo del seminario promosso da Niuko Innovation & Knowledge nell'ambito del progetto “Gara 10/2017 – servizi di supporto al trasferimento di conoscenza per la trasformazione digitale delle imprese attive nei cluster smart manufacturing  e creative industries delle province di Vicenza, Treviso, Rovigo e Venezia” sostenuto da Fondirigenti che vede come capofila Unis&f. Un appuntamento che lo scorso 28 marzo ha coinvolto una trentina di manager di altrettante imprese del territorio di Padova e Vicenza.

 

In apertura Luigi Salmaso, professore ordinario di Statistica del dipartimento di Tecnica e gestione dei Sistemi industriali dell’Università di Padova, ha posto l’accento sul un rischio concreto: se crescono le aziende che si affidano a tecnologie basate sui big data, spesso mancano però gli strumenti per interpretare in modo corretto le enormi quantità di informazioni raccolte in tempo reale. Competenze manageriali più solide in quest'ambito consentono di porre "buone domande" ai dati e di saper estrarre conoscenza rilevante per la presa di decisioni
 

La riflessione è stata  poi accompagnata e sostenuta anche dai dati presentati da Eleonora Di Maria, responsabile scientifico del Laboratorio Manifattura Digitale dell’Università di Padova, che con il collega Marco Bettiol ha curato una ricerca volta a monitorare lo “stato” dell’applicazione del piano Industria 4.0. L’indagine, che ha coinvolto nel 2017 un campione di 600 imprese nel Nord Italia, ha evidenziato come le aziende che hanno introdotto le tecnologie – la cui diffusione è trasversale e investe tanto le piccole quanto le medie o grandi imprese – hanno registrato un incremento della redditività cui non si è accompagnata alcuna riduzione del personale.

 

Ma l’appuntamento è stato anche l’occasione per conoscere “da vicino” alcune delle applicazioni concrete delle tecnologie basate sui big data, presentate da Federico Davoli, application Engineer di Siemens e da Michele Romano, responsabile Business Unit di San Marco Informatica.

 

Il Gruppo Cimbali, realtà con oltre 600 dipendenti che produce 46mila macchine da caffè all’anno, ha messo in campo un progetto IoT: le macchine “intelligenti” sono in grado di offrire dati sempre disponibili, preziosi sia in ottica di predictive maintenance per il controllo della qualità del caffè (attraverso i parametri di funzionamento della macchina) sia come strumenti di marketing, perché consentono ad esempio di disporre informazioni sulle variazioni dei gusti e dei consumi in base alla localizzazione geografica o agli orari.

 

Viene da Trento l’esperienza di Starpool, che si è affidata al partner tecnologico Siemens per realizzare una piattaforma che consente fra l’altro di monitorare costantemente lo stato delle Spa in qualsiasi parte del mondo, in modo da attivare degli alert in caso di anomalie o situazioni di allarme. Anche in questo caso i dati raccolti relativi ai consumi sono poi funzionali all’ottimizzazione della gestione da parte dello spa manager.

 

Tecnica Group è invece una realtà di Montebelluna, nel Trevigiano, che detiene un portafoglio di brand importanti da Nordica a Blizzard fino a Tecnica e Moon Boot: tanti marchi  con stagionalità diverse, una produzione orientata per il 95% all’export cui corrisponde un elevato livello di complessità: in questo caso un data warehouse “presidia” la produzione restituendo in real time al top management una grande mole di dati utili a rendere più efficienti i processi.

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