Alla scoperta della Silicon Valley con Niuko e Italiani di Frontiera

Alla scoperta della Silicon Valley con Niuko e Italiani di Frontiera

Argomento: Competenze

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Alla scoperta della Silicon Valley, dal 20 al 26 ottobre 2018, con Niuko e una guida d’eccezione: “giornalista curioso” nato a Mestre e trapiantato a Milano, dopo una carriera in redazione (Gazzettino, Giorno, agenzia Reuters) Roberto Bonzio ha lasciato stipendio e posto fisso lanciando un progetto multimediale di giornalismo creativo, Italiani di Frontiera, sul ponte fra Italia e Silicon Valley. Storytelling multimediali, seminari di formazione, un libro (EGEA, prefazione di Gian Antonio Stella) e uno spettacolo teatrale “Dobbiamo tutto gli Hippie. Alle radici della New Economy”. 

 

Perché questa proposta in un momento in cui si parla di crisi del modello Silicon Valley?

E’ dal 2011 che portiamo imprenditori a incontrare connazionali d’eccellenza nella culla mondiale dell’innovazione (sinora 14 viaggi con oltre 250 partecipanti), una straordinaria esperienza d’ispirazione, che ha creato una vera community internazionale. Oggi più che mai la chiave informale e creativa dei nostri viaggi, così diversi dal conformismo di tanti educational, si è dimostrata azzeccata. Perché si va a scoprire fra mille suggestioni e curiosità un ecosistema che non è un distretto industriale ma uno “stato della mente”. Capire un modo di pensare e le sue matrici culturali, attraverso testimonianze di protagonisti eccezionali, aiuta a comprendere perché molta parte dell’innovazione globale nasca lì. Ma contemporaneamente individuare contraddizioni e limiti di quel mondo, che attraverso tecnologie e Big Data è sempre più invasivo, del nostro lavoro ma anche della nostra vita privata, fa scoprire la vera ricchezza del talento italiano: inventiva, capacità di affrontare e interpretare la complessità, una profondità di cultura che forse è proprio quello di cui Silicon Valley, che i sogni li insegue… sulle ali dei dollari, è carente.

 

E qual è il format dei vostri viaggi?

Partenza e arrivo a San Francisco il sabato. La domenica team building con una lunga passeggiata in città per scoprire che le matrici culturali della Bay Area sono Corsa all’Oro e Controcultura californiana: da lì viene la vera spinta a scommettere sul futuro, rischiare, inventare il domani fuori dagli schemi. Poi da lunedì a venerdì, un tour de force fra aziende, incubatori e Università, tra Palo Alto, Mountain View, San Josè, da Stanford a Google, da LinkedIn a Berkeley, almeno una dozzina di incontri con imprenditori, startupper, scienziati italiani, fra loro figure di grande prestigio, che aiutano a capire un mondo così complesso e diverso dal nostro, in cui il talento nostrano è ricercatissimo e apprezzato. E’ l’empatia che questo scambio informale di conoscenze e idee genera, a fare dei nostri tour un’esperienza indimenticabile.

Perché partecipare?

Oggi “contaminazione” è una delle parole chiave, in materia di Industry 4.0.  Per me significa “curiosità” inesauribile. Perché lo spunto che ci apre nuovi orizzonti, che può dare una svolta al nostro percorso potrebbe venire da un campo lontano dal nostro. Per questo le sfide dell’innovazione sono soprattutto culturali, richiedono non nuove tecnologie, ma nuovi modi di pensare. E’ il motivo per cui a Silicon Valley portiamo tanti professionisti che non fanno software ma si occupano magari di abbigliamento, alimentare, risorse umane. Perché si torna con una miniera di suggestioni, idee nuove, contatti preziosi. Ma soprattutto con una carica d’energia, passione e un pizzico d’orgoglio in più. 

 

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