«Nuove strategie e big data, così si vince la sfida dell’export»: parla lo specialista di estero

«Nuove strategie e big data, così si vince la sfida dell’export»: parla lo specialista di estero

Argomento: Competenze

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Arrivare preparati, magari facendo rete. Usare tutti gli strumenti a disposizione, soprattutto quelli in grado di fare sintesi del patrimonio di dati oggi disponibili. Quando si parla di «conquistare» i mercati esteri riferendosi all’export, il verbo rende bene l’idea, come conferma Marco Cristiani, specialista estero di BPER Banca. «L’export non si improvvisa, bisogna essere preparati. Il nostro interlocutore sempre più chiede una persona che parli la sua lingua, conosca le sue abitudini e i suoi fusi orari». Cristiani sarà uno dei protagonisti dell’evento che Niuko Innovation & Knowledge organizza il 20 settembre prossimo. Con lui il padrone di casa Enrico Berto, ad di Berto’s e Nicola Possagnolo, cofondatore di Noonic. Obiettivo è uscire dall’appuntamento con le idee più chiare su strumenti e metodi per fare bene export.

Il segreto per vincere la sfida dell’internazionalizzazione sta proprio nell’essere sempre sul pezzo. Pronti a cogliere opportunità e cambiamenti di mercato. «Ed è fondamentale – ricorda Cristiani – avere qualcuno sul posto: una persona, un agente in grado di conoscere perfettamente l’interlocutore al quale si vuole vendere». Per abbattere i costi la soluzione c’è, e sembra pensata ad hoc per il sistema produttivo veneto. «Meglio mettere da parte egoismi e fare rete, trovare delle persone che possano servire più imprese – conferma l’esperto di BPER Banca –. È lo stesso ragionamento che vale per le fiere, dove è meglio condividere spazi e costi, o per le missioni all’estero organizzate da varie associazioni». Ma fare (bene) export prevede prima di tutto un cambio di mentalità. A partire da aspetti basilari ma troppo spesso dimenticati. «Molte aziende hanno siti web magari solo in italiano – ricorda Cristiani – oppure poco aggiornati. Consiglio sempre di rivolgersi a consulenti esperti: c’è chi sa creare un sito efficace nel parlare a chi viene da altre realtà». In un mondo sempre più globale, il sito rappresenta molto spesso il primo approccio di un eventuale compratore: se manca di appeal, si rischia di perdere occasioni importanti.

Proprio la rete dà nuovi strumenti per l’export. Come quello di BPER Banca dedicato all’estero. «Un portale che raccoglie e mette a sistema i tantissimi dati sugli scambi bilaterali delle merci fra Stati – conclude Cristiani –. Così l’imprenditore può avere indicazioni fondamentali e fare uno screening a monte delle sue vendite. Il portale ti dice quali prodotti sono richiesti e in quali Stati. Non solo: dà un’indicazione anche della qualità richiesta e ti mostra quali sono gli Stati competitor». Così chi fabbrica scarpe di qualità può studiare quali sono i maggiori Paesi importatori di scarpe e capire anche quali vogliono quelle di alto livello e quali invece importano merce di minore fattura. Un portale che permette poi di contattare un esperto per qualsiasi domanda o dubbio. Esempio concreto di come i big data possano contribuire a «conquistare» altri mercati.

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